Ecologia e contesto urbano: più verdi e fiorite le città italiane

September 20, 2009 by admin · Leave a Comment
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AMBIENTE: COLDIRETTI, PIU’ VERDI E FIORITE LE CITTA’ ITALIANE (+ 6 %)

E’ aumentata del 6 per cento la disponibilità di verde urbano per abitante nelle città, a partire dal 2000, raggiungendo una superficie di 93,6 metri quadrati per abitante nel 2008. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat divulgata in occasione del Flormart, il salone internazionale del florovivaismo e del giardinaggio di PadovaFiere. Per l’insieme dei comuni capoluoghi di provincia, la densità calcolata come percentuale di verde urbano sulla superficie comunale, risulta essere pari all’ 8,3 per cento, anch’essa in aumento del 6 per cento rispetto al 2000. Nella classifica delle città piu’ verdi in termini di densità di superficie si posizionano – precisa la Coldiretti – Pisa (71,9 per cento), L’Aquila (45,6 per cento), Biella (35,0 per cento), Massa (34,6 per cento) e Palermo (31,6 per cento). Il positivo aumento che – sostiene la Coldiretti – occorre continuare ad incentivare è anche dovuto ad una maggiore attenzione dei Comuni all’acquisizione di spazi, sottratti alla cementificazione. Una tendenza – precisa la Coldiretti – che recentemente ha visto anche una crescita delle aree destinate ad orti sociali per pensionati, famiglie e fattorie didattiche al fine di favorire l’educazione dei piu’ giovani alla cura del verde e alla corretta alimentazione. In generale – precisa la Coldiretti – valori elevati dell’indicatore sono da imputare alla presenza di vasti parchi naturali, zone boscose, aree protette e riserve naturali, la cui superficie ricade nel territorio comunale.


Oltre a migliorare la vivibilità delle città la diffusione di aree verdi urbane concorre – continua la Coldiretti – alla riduzione dello smog e contribuisce ad assorbire l’anidride carbonica responsabile dei cambiamenti climatici. E’ anche questo l’obiettivo del progetto “Comuni fioriti”, concorso nazionale organizzato da Coldiretti, Asproflor (associazione produttori florovivaisti) e Distretto Turistico dei Laghi, che premia città e borghi che più si distinguono per la cura del verde, le piante e i fiori. Il concorso si svolge tra le Amministrazioni locali che si impegnano a incentivare le fioriture pubbliche e private del loro territorio con l’obiettivo di creare occasioni di riscoperta e valorizzazione della cultura floreale. L’impegno della “comunità locale” può e dovrebbe essere a 360 gradi, con una profonda sinergia tra l’azione dell’amministrazione pubblica (fioritura di vie, piazze, strade, aree verdi, ecc.) e dei privati cittadini (cura e abbellimento di balconi, giardini privati, ecc.).

L’apprezzamento dei cittadini per il verde è dimostrato dal fatto che quasi quattro italiani su dieci (37 per cento) dedicano parte del tempo libero al giardinaggio e alla cura del verde, come misura antistress, per passione o per gratificazione personale, sulla base dei dati Istat sulle attività del tempo libero pubblicati nel 2008. Si tratta di un hobby che – sottolinea la Coldiretti – coinvolge allo stesso modo maschi e femmine e che piace ai giovani considerato che è praticato da piu’ di uno su quattro di quelli con età compresa tra i 25 e i 34 anni, anche se l’interesse aumenta con l’età e raggiunge quasi la metà degli over 65.

Il florovivaismo è uno dei settori piu’ dinamici del Made in Italy ed in base ai risultati dell’ultimo censimento dell’agricoltura in Italia – conclude la Coldiretti – risultano attive 33.181 aziende florovivaistiche per una superficie coltivata di 38.541 ettari; il 48 per cento di queste aziende si dedicano alla floricoltura, il 43 per cento al vivaismo e solo il 9 per cento a entrambe le attività, mentre i fiori più coltivati in Italia sono nell’ordine i garofani e le rose.


Api: sospensione dei neonicotinoidi anche nel 2010

September 11, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Alimentazione, Legambiente 

 

TAG: ecologia, ambiente, eco sostenibilità

 

Legambiente: “Ben fatto! Una decisione che tutela la filiera del miele e la biodiversità”

“Una decisione del genere non può che farci piacere. Vediamo finalmente riconosciuti gli sforzi fatti in questi lunghi mesi per dimostrare che esiste un’effettiva correlazione tra una pratica in uso nella coltivazione e la salute di migliaia di api, un fatto che solo i magnati dell’industria chimica potrebbero continuare ciecamente a contraddire”. Così Francesco Ferrante, responsabile del settore Agricoltura di Legambiente, alla notizia della decisione del Ministro delle Politiche agricole Zaia, di prolungare la sospensione dei neonicotinoidi per la prossima annata agraria.

“E’ una decisione che auspicavamo – continua Ferrante – e che tiene fede all’impegno preso l’anno scorso dal ministero a seguito di un incontro con Legambiente e le associazioni apistiche, di raccogliere e valutare i dati relativi all’impatto dei neonicotinoidi sugli allevamenti, che ha avuto numeri e conseguenze molto pesanti.


L’Osservatorio del Miele ha attestato, infatti, che nel 2008 più della metà degli alveari italiani, cioè 600.000 su un totale di 1.100.000, erano stati posti fuori produzione per spopolamento di interi apiari. Come conseguenza, il crollo nel 2008 della produzione di miele del 50%, con una riduzione a 7 mila tonnellate. Numeri che si confrontano col ripristino della situazione attuale, confortata dalle uniche due testimonianze negative da parte di apicoltori raccolte in questa annata, in cui, guarda caso, i prodotti sono stati sospesi”.

 

 

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