Svezzamento? Tutto ciò che ti serve

Il tuo bambino è pronto per essere svezzato? Allora prepara tutto l’occorrente.
- Scegli per prima cosa dei piccoli cucchiai morbidi, almeno due cucchiai: uno per alimentare il bimbo e uno da dargli per farlo giocare.
- Poi scegli qualcosa con cui proteggere i suoi vestiti, ad esempio un bavaglino o un grembiule con le maniche lunghe di plastica.
- Non dimenticare di mettere qualcosa a terra per proteggere il pavimento, ad esempio una vecchia tenda per la doccia o un foglio di giornale.
- Ed ancora ti serve qualcosa per rendere il cibo da porgere al bimbo della giusta dimensione, come un frullatore o un omogeneizzatore.
- Scegli con cura anche il piatto per lo svezzamento neonati. Meglio se di plastica, a prova di urto, e molto colorati.
Ma non occorre solo badare agli aspetti pratici del problema, occorre anche tener conto delle esigenze del bambino e del tempo giusto. Non seguire una logica prestabilita, attendi il momento in cui il bimbo avverte la fame, ma non esagerare nell’attesa. Di fatti se il bimbo è troppo affamato tende a soffocarsi, ma se non ha fame non aprirà bocca. Si tratta un po’ di ripercorrere il percorso dell’allattamento: mettersi comode, attrezzarsi (ad esempio con un cuscino allattamento) e rispettare i tempi del neonato.
Alimentazione e rughe

Molto spesso le donne, ma recentemente anche molti uomini, ricercano nei trattamenti estetici e nelle creme cosmetiche un modo per ringiovanire i propri tratti o, quantomeno, per contrastare la comparsa precoce di nuove rughe. Di fatti, i filler e i trattamenti a base di acido ialuronico impazzano presso i medici specialisti e nei centri estetici all’avanguardia. Ma tutto ciò può bastare?
Ovviamente no, se si sottovalutano i pregi e l’assoluta necessità di una alimentazione adeguata che fornisca al nostro organismo i mattoni fondamentali con cui costruire le cellule della pelle. Di fatti, delle ricerche condotte negli Usa hanno portato alla conclusione che più elevati consumi di vitamina C e di acido linoleico corrispondono ad un migliore aspetto della pelle; mentre un alto apporto di carboidrati e di grassi totali è associato con una più elevata probabilità di precoce invecchiamento cutaneo.
Questo significa che dobbiamo introdurre nelle giuste quantità antiossidanti, fra cui il beta carotene, il licopene, le vitamine C ed E, i flavonoidi e l’acido folico. E allora spazio al lievito di birra, ma anche a uova, ortaggi a foglia verde, germe di grano, uvetta passita, melone, cereali integrali, frutta secca, agrumi, pomodori, cavoli nella dieta e germogli di soia.
Coltivare i semi di cardamomo – scopri i vantaggi

Questa pregiata spezia, di colore nero o verde, possiede semi più o meno voluminosi e molto profumati, ricchi di oli essenziali, amido, e altre sostanze che conferiscono alla spezia diverse proprietà. Vediamo alcune proprietà benefiche e curative:
- Afrodisiaco: gli effetti del cardamomo non si limitano solo all’apparato digerente. Lo sapevano bene i popoli antichi che lo utilizzavano come afrodisiaco, come ingrediente nei profumi ad alto tasso di seduzione. Si possono, in questo caso, utilizzare i semi per aromatizzare il caffè.
- Mal di gola e raffreddore: per il mal di gola si masticano i semi e la buccia esterna, sia della varietà verde che di quella nera. Contro il raffreddore si prepara un infuso di cardamomo, macinato o in semi, miscelando il tipo verde e quello nero, e aggiungendo anche un pizzico di zenzero.
- Stress: se ti sei lasciata alle spalle un periodo di sovraffaticamento e stress, prova questa bevanda naturale ad azione ricostituente. La sera, metti a bagno venti mandorle in una tazza d’acqua. La mattina scolale e sbucciale, dopo averle sfregate con le dita. Fai bollire 4 tazze di latte e versalo nel frullatore. Aggiungi le mandorle e un cucchiaio di semi di cardamomo, quindi frulla il tutto.
Infine, bisogna fare attenzione alla scelta: infatti ci sono più di 50 varietà diverse di cardamomo, alcune delle quali hanno semi simili ma inferiori per qualità e aroma. Dunque conviene sempre coltivare i baccelli ed estrarre i semi macinandoli al momento.
Fabio Nicolosi,
Articolista di cerkalo.it
Pannelli fotovoltaici ed agevolazioni fiscali: come ottenere le vantaggiose detrazioni del 55%

La realizzazione di pannelli fotovoltaici è un tipo di intervento di riqualificazione energetica di edifici che rientra a tutti gli effetti tra le opere che possono usufruire delle vantaggiose detrazioni fiscali; oltre a questo, ovviamente, c’è da considerare che un investimento di questo tipo consente comunque di rientrare dei costi nel giro di pochi anni, garantendo una fornitura di energia pulita completamente gratuita senza limiti di tempo.
I pannelli fotovoltaici devono essere installati da personale qualificato, il quale ne possa calcolare l’esatta inclinazione per massimizzarne l’efficacia, ed hanno come unico requisito quello di essere esposti al sole, per trasformare l’energia trasmessa in elettricità da subito impiegabile; possono dunque essere montati su abitazioni, capannoni aziendali, palazzi, facciate di edifici e terreni, e si possono integrare agli edifici ricreando delle pregevoli soluzioni di design.
L’energia prodotta, inoltre, può anche essere rivenduta a terzi, rendendo così la realizzazione di un impianto fotovoltaico un’autentica attività imprenditoriale.
Presentando all’ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, la certificazione energetica dell’edificio in questione e tutte le altre pratiche riguardanti le opere realizzate, ci si possono garantire le detrazioni dell’55% sul reddito IRPEF, secondo quanto previsto dalla legge per favorire la diffusione delle energie rinnovabili e pulite.
