Torna Terra Futura a Firenze

May 6, 2011 by admin · Leave a Comment
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In stretta e significativa concomitanza con il sit-in organizzato davanti a Montecitorio “contro lo scippo dei referendum”, è stata presentata a Roma stamattina, presso la Federazione nazionale della stampa italiana l’ottava edizione di TERRA FUTURA, mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale, che si svolgerà dal 20 al 22 maggio alla Fortezza da Basso a Firenze.
Terra Futura è promossa e organizzata da Fondazione culturale Responsabilità Etica Onlus per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell’economia sociale, in partnership con Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente.

«Tanti torrenti e un unico fiume: questo è Terra Futura, che si è nutrita negli anni con il moltiplicarsi di iniziative e presenze, accreditandosi come tavolo di incontro e dialogo per soggetti diversi fra loro, ma tutti impegnati nella cura dei beni comuni» ha detto SABINA SINISCALCHI, consigliere di amministrazione di Banca Popolare Etica. «Il fallimento della finanza irresponsabile lontana dall’economia reale, l’emergenza legalità, la “primavera araba” (raccontata attraverso testimonianze dal Nord Africa)…: Terra Futura, quest’anno mette al centro la “Cura dei beni comuni” come esercizio di democrazia e pratica di cittadinanza attiva, contro la globalizzazione selvaggia e l’individualismo sfrenato. A dieci anni da Genova e in coincidenza del compleanno di Mandela, che ricorderemo con l’ambasciatrice del Sudafrica in Italia presente alla Fortezza da Basso».

«È un momento particolare per la vita dell’Italia in relazione ai beni comuni. Nel Rapporto 2010 sulla libertà di informazione dell’Unesco, figuriamo 75simi sui 196 Stati in esame: siamo un Paese “parzialmente libero”, dunque parzialmente democratico. Ciò assegna alle nostre organizzazioni compiti e responsabilità precise» ha puntualizzato ANDREA OLIVERO, presidente di Acli nazionale. «La libertà di informazione è uno dei grandi presidi per la tutela dei beni pubblici. Al contrario, le recenti vicende referendarie hanno testimoniato il bavaglio imposto ai media, nella speranza che i cittadini non discutano di beni essenziali come acqua o energia e si dimentichino del referendum, strumento decisivo per la qualità della democrazia. Terra Futura lavora anche affinché ognuno di noi si senta chiamato a partecipare immaginando forme nuove di cura dei beni comuni, che debbono essere non solo nella disponibilità di tutti, ma anche gestiti dalla società civile».

Il referendum sull’acqua al centro di alcune iniziative anche del Cigno Verde «È una risorsa primaria che non può sottostare a criteri commerciali, come quelli proposti dal “Decreto Ronchi” e del “Decreto sulla delega ambientale” che ne obbligano la privatizzazione. Il servizio idrico, infatti, deve continuare a rispondere a criteri di pubblica utilità con una gestione rigorosa e trasparente che ne garantisca a tutti il libero utilizzo» dichiara MAURIZIO GUBBIOTTI, coordinatore segreteria nazionale di Legambiente. «Mettere in forse il referendum significa ridiscutere il diritto di voto e partecipazione dei cittadini. È una partita troppo importante». Gubbiotti invita a non abbassare i riflettori neppure sul nucleare: «A Fukushima sta accadendo quanto è successo a Chernobyl venticinque anni fa». Crisi economica e ambientale si legano indissolubilmente come emerge anche dal consueto Rapporto Ecoprofugo di Legambiente: a Terra Futura saranno presentati tutti i numeri di quanti sono costretti a lasciare il proprio Paese a causa di disastri climatico-ambientali.

Fra crescita illimitata e decrescita esiste una terza via basata sulla tutela dei beni comuni: «Le nostre classi dirigenti non sono né attrezzate né interessate a un simile cambiamento, ma dal basso la consapevolezza della sua necessità è sempre più diffusa. A provarlo sono anche i referendum che si terranno a breve, frutto non di giochi politici di palazzo, ma sollecitati da una mobilizzazione di migliaia di cittadini» ha aggiunto PAOLO BENI, presidente di Arci nazionale. «Il referendum sull’acqua pubblica è stato chiesto da un milione quattrocentomila cittadini, contro la soglia delle cinquecentomila sufficienti. La risposta di politica e istituzioni è non solo insoddisfacente, ma addirittura deprimente: cercano di depotenziare questo appuntamento di partecipazione popolare, oscurandolo in ogni modo. Solo ieri sera infatti, con una settimana di ritardo rispetto alla scadenza di legge, la Commissione di Vigilanza Rai ha approvato il regolamento sulle trasmissioni televisive sul referendum; e questo per la reiterata volontà da parte di alcune forze politiche di far mancare il numero legale della Commissione. Terra Futura semina pensiero critico, promuovendo il confronto su questi temi per dimostrare che il cambiamento è possibile anche dal basso».

Lo provano anche i 160 progetti di microcredito in Italia e le centinaia di microprogetti di sviluppo (in Italia e all’estero), delle oltre 200 Caritas diocesane, molti dei quali in rassegna a Firenze: «Le microazioni sviluppano macrovalori. Occorre puntare sulla “pedagogia dei fatti” basata sulla concretezza delle esperienze delle realtà locali: gesti di accoglienza, assistenza e servizio che animano comunità e territori, e sono in grado di migliorare la cultura del nostro Paese. Il volontariato resta, in tal senso, strumento di promozione della cittadinanza attiva e della solidarietà: prenderci cura gli uni degli altri, per prenderci cura della Terra». A parlare don ANDREA LA REGINA, responsabile dell’area macroprogetti di Caritas Italiana, che ha aggiunto: «Al contrario di quanto si pensa, il volontariato non è affatto in crisi, ma rimane una risorsa fondamentale per il progresso sociale ed economico: dal recente censimento degli organismi socioassistenziali sono oltre 100mila i volontari impegnati nei soli servizi di welfare promossi dalla Chiesa».

Anche il lavoro è un bene comune ed è fortemente interconnesso ai diversi temi della sostenibilità. «Sta qui il senso dell’essere presenti come sindacato a Terra Futura; riteniamo che fra i nostri compiti rientri quello di avere cura anche di chi, non vivendo di rendita, ha bisogno di altre tutele» ha detto BRUNA MASSA, segretaria regionale di Fiba Cisl Toscana, ricordando che «la conflittualità interna di istituzioni e forze sociali fa oggi molto più rumore dell’impegno unitario dei sindacati in molti ambiti. Non è un caso se a Terra Futura le federazioni dei bancari di Cisl, Uil e Cgil rifletteranno assieme sulla nuova rappresentazione del lavoro nel mondo che cambia».

Alla Fortezza da Basso, un ampio panorama delle buone pratiche già esistenti e sperimentate nelle nostre città e sui territori: prodotti, progetti e percorsi, frutto di scelte e azioni di vita, di governo e di impresa che sono l’unica strada possibile verso un futuro più equo e sostenibile. Nella vasta rassegna espositiva, articolata in 13 diverse sezioni tematiche, numerosi i settori rappresentati: tutela dell’ambiente, energie alternative, finanza etica, commercio equo, agricoltura biologica, edilizia e mobilità sostenibili, turismo responsabile, e ancora consumo critico, welfare, impegno per la pace, solidarietà sociale cittadinanza attiva e partecipazione. Un mondo che sa produrre nuova economia e generare occupazione. L’evento propone anche un programma culturale fitto, fra seminari, dibattiti e convegni con esperti e testimoni dei diversi ambiti; e ancora numerosi workshop e laboratori, per far sperimentare ai visitatori come sia possibile declinare la sostenibilità a partire dal quotidiano di ciascuno. Circa 600 le aree espositive e oltre 5000 enti rappresentati; 280 gli appuntamenti culturali che vedranno l’intervento di quasi 1000 relatori. Tra i progetti speciali di Terra Futura: la Borsa delle Imprese Responsabili, incontri one to one per favorire nuove opportunità di green&social business per tutti gli attori di sistema (pubblico, privato eticamente orientato e non profit), il Premio Architettura e Sostenibilità e Terra Futura per la Scuola.

Terra Futura, a ingresso libero, è un evento sostenibile grazie alle sue scelte e azioni responsabili.

L’agricoltura “perde terreno” e si impoverisce sempre più

April 11, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: Dalle Regioni 

Agricoltura senza terra? Uno dei temi centrali dell’intervento del
presidente nazionale di Confagricoltura Mario Guidi all’Assemblea
degli agricoltori di Varese è stato quello del “territorio limitato”.

“Ha ragione il presidente di Confagricoltura Varese Pasquale Gervasini
nel sollevare il problema della sottrazione della superficie agricola
utilizzata (Sau) – ha detto il presidente Guidi -. Localmente sono in
produzione circa 14 mila ettari di Sau, negli anni Ottanta erano poco
meno di 33 mila. Varese in trent’anni ha perso il 60% dei terreni
coltivabili; tutta l’Italia ha il 40% in meno delle proprie
superfici”.

“Si può essere agricoltori anche con poca o senza terra disponibile,
perché quello che conta è la dimensione economica delle imprese – ha
detto il leader nazionale dell’Organizzazione degli imprenditori
agricoli -. Ma se avessimo mantenuto il nostro potenziale produttivo,
oggi, con i progressi e la tecnica disponibili, avremmo meno problemi
per competere e non dipenderemmo dalle commodity da acquistare sul
mercato mondiale, con tutti i problemi connessi di volatilità dei
prezzi. Bisogna arginare l’erosione fondiaria ed allo stesso tempo
creare le condizioni di mercato e le potenzialità per sfruttare al
meglio la superficie agricola disponibile”.

Il presidente di Confagricoltura ha ricordato come da circa 18 milioni
di ettari coltivabili nel nostro Paese siamo passati a 13 milioni.
“Non abbiamo più quasi cinque milioni di ettari di aree che potevamo
destinare ad esempio a cereali ed a colture industriali, diminuendo la
dipendenza dall’estero. Manca all’appello una superficie quattro volte
superiore a quella che impegniamo a olivi o vigneti”.

Ed ha concluso Mario Guidi: “Un Paese che ‘perde terreno’, si impoverisce”.

Giornata Mondiale dell’Acqua

March 28, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: Dalle Regioni 

In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, il salone di palazzo regionale ha ospitato un pomeriggio di dibattito sul tema Acqua per le Città: rispondere alla sfida urbana, organizzato dal consorzio Bim, con la collaborazione della CVA, la Compagnia valdostana delle acque. E’ stata l’occasione, per amministratori pubblici e rappresentanti dell’economia del settore e della scuola , di tracciare profili e sfaccettature della risorsa acqua, contestualizzandola nel territorio valdostano, puntualizzando interventi di sviluppo e azioni destinate alla tutela del patrimonio idrico e, più in generale, ambientale.

Nel suo intervento introduttivo all’incontro, il Presidente della Regione Augusto Rollandin ha sottolineato come per la Valle d’Aosta sia «una ricchezza la possibilità di avere e di produrre acqua, così come è elemento di confronto e di collaborazione con Paesi e regioni limitrofi». E, rifacendosi al tema della giornata, ha evidenziato che «anche per una città come Aosta, l’acqua è una questione problematica, se si pensa al suo approvvigionamento, ancora oggi legato ai pozzi e non ad un sistema di ricaduta».
Rollandin ha inoltre rilevato come «l’acqua ha scritto la storia della nostra Valle», concetto ripreso negli interventi che si sono susseguiti e, in particolare, dal presidente del Bim Julien Vuillermin che ha posto l’accento sul «binomio acqua e montagna, che segna profondamente la vita dei valdostani, nel bene e nel male» e, parlando della recente riforma del servizio idrico integrato, ha messo in risalto il passaggio della gestione dello stesso dai Comuni ai sub-ATO (sottoambienti territoriali ottimali), con indubbi vantaggio legati ad un’economia di scala, ad una uniformità delle tariffe e alla praticità di gestione di opere come acquedotti, fognature e sistemi di depurazione, che hanno assunto ormai dimensioni sovra comunali.
Anche l’assessore comunale di Aosta, Delio Donzel, ha volto l’attenzione del dibattito alle tariffe idriche, sottolineando che «alla base dei ragionamenti che stiamo facendo con i sub-ATO è necessario ci sia la sostenibilità sociale delle imposte».

Della riforma del servizio idrico integrato e di tariffe ha parlato anche il Presidente del Celva Elso Gerardin: «Il progetto di riorganizzazione, che passa attraverso un miglioramento del servizio, deve porre particolare attenzione affinché non si aumentino i costi di gestione, per non dover aumentare le tariffe. Una sfida ambiziosa che siamo pronti a cogliere e che richiede la collaborazione di tutti».

Collaborazione che è stata richiamata anche dall’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Isabellon che, nel tracciare le azioni portate avanti dal Consiglio regionale per il corretto utilizzo delle acque, ha sottolineato l’importanza dei consorzi di miglioramento fondiario per il risparmio dell’acqua potabile nella gestione dell’agricoltura.

«Il Governo regionale – ha invece evidenziato l’assessore regionale all’Ambiente Manuela Zublena – con la collaborazione dei Comuni, è inoltre attivamente impegnato ad assicurare sia sotto il profilo della programmazione sia con piani di intervento strutturali, la riorganizzazione dei servizi idrici per il necessario approvvigionamento idropotabile ai centri abitati e per tutelare la qualità delle risorse idriche.»
Mentre il coordinatore regionale del Dipartimento Difesa del suolo e risorse idriche Raffaele Rocco ha aperto la riflessione sul tema della pianificazione territoriale, strumento senza il quale qualunque ragionamento di sviluppo e di tutela dell’acqua non sarebbe oggi possibile.
Nella giornata mondiale dell’acqua, il Presidente di CVA Riccardo Trisoldi ha invece evidenziato le cifre che “compongono” l’acqua in Valle d’Aosta: il 76 per cento è dedicato al settore idroelettrico e industriale, il 20 per cento all’irriguo e il 2 per cento all’uso potabile.
Tra i dati ambientali, relativi all’attività della CVA, ha evidenziato che, con una produzione di 2,7miliardi di kWh all’anno vi è una riduzione di 1.620.000 tonnellate di CO2 in atmosfera.

L’acqua deve essere un diritto, un bene comune distribuito alla collettività con efficienza ed ad un prezzo sostenibile

March 20, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: Alimentazione 

E’stato interamente dedicato all’acqua e alle sue probleatiche più urgenti, il convegno che si è svolto ad Avellino il 18 e 19 marzo 2011 con il titolo “Ambiente e risorse naturali, un patrimonio da tutelare e valorizzare”. Si sono avuti interventi riguardo le politiche sull’ambiente e sul ruolo della stampa e della comunicazione per la salvaguardia del territorio.
Organizzato dal “Il Ponte”, settimanale della Diocesi di Avellino, in collaborazione con Greenaccord, la diocesi di Avellino, la Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) e il Centro Internazionale di Cooperazione culturale (CICC), il convegno che ha avuto il patrocinio del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare si è aperto Venerdì 18 nel Palazzo vescovile di Avellino.
Nel prima giornata del Convegno si sono avuti gli interventi di Francesco Zanotti (presidente Fisc), Alex Zanotelli (padre Comboniano, già direttore di Nigrizia, che da anni si batte per evitare la privatizzazione dell’acqua), Alfonso Cauteruccio (presidente Greenaccord) e Christian Pellicani (direttore della rivista francese Natural&mente e referente del Forum mondiale sull’acqua). Giuseppe Rogolino, giornalista responsabile della comunicazione e promozione di RaiNews, ha presentato alcune sequenze dei filmati prodotti dal canale sul tema dell’acqua (“Dalla parte dell’acqua”). Ha presieduto l’intera giornata di lavori il direttore de “Il Ponte” Mario Barbarisi consigliere della Fisc.
La seconda giornata del convegno, si è svolta invece nella Sala del circolo della stampa del palazzo della Prefettura di Avellino, ed è stata aperta sabato 19 da un saluto delle Autorità locali e presieduta da Giulio Cesare Giordano, presidente del CICC (Centro internazionale di cooperazione culturale).
Sono interventi Henri Dumoliè (già direttore generale della televisione regionale di Marsiglia e vice Presidente esecutivo del CICC responsabile del progetto comunicazione internazionale sui problemi dell’acqua del CICC), Antonio Bruno (Direttore dell’Area Agraria del Consorzio di Bonifica “Ugento e Li Foggi”) e Angelo Sferrazza, capo ufficio stampa di Greenaccord, che ha chiuso il convegno con un intervento che ha illustrato la crisi dell’acqua come problema internazionale di natura strategico-militare. Tutto l’evento è stato trasmesso in diretta streaming sul sito www.zetatv.itwww.zetatv.itwww.zetatv.itwww.zetatv.it
Alla conclusione dei lavori gli organizzatori ed i relatori hanno firmato un comunicato finale elaborato con i rappresentanti degli enti e delle istituzioni partecipanti per porre le basi di un cammino condiviso verso gli obiettivi comuni.
Il CICC (Centro Internazionale di Cooperazione Culturale) partendo dal forum di Avellino, in vista del “Forum alternativo mondiale sull’acqua” (Fame) che si terrà a Marsiglia nel marzo 2012 parallelamente al forum ufficiale, ritiene fondamentale promuovere una intesa tra tutti gli aventi interesse che stimoli la riflessione sui punti fondamentali che hanno riunito ad Avellino tutti i relatori per affrontare da diversi punti di vista l’importanza dell’acqua ed i problemi connessi alla sua privatizzazione.
Tale accordo non può prescindere da due assunti fondamentali, il primo dei quali è l’avvenuto riconoscimento da parte dell’Onu, nel luglio 2010, dell’accesso all’acqua potabile per tutti come diritto umano fondamentale – dopo l’istituzione nel 1992 sempre da parte dell’Onu della Giornata mondiale dell’acqua che si celebra il 22 marzo di ogni anno – e il secondo, il fatto che l’apporto positivo di quel fenomeno noto come globalizzazione risiede nella convinzione che tutto il mondo oggi deve cooperare perché la comunicazione sia corretta, scientifica e non censurata, soprattutto sui temi che riguardano la sopravvivenza dell’uomo e del pianeta, nel pieno rispetto di tutte le diversità sociali, religiose, ideologiche, politiche e territoriali che ogni popolo possiede e conserva come valore fondamentale.
A partire da questa intesa, il CICC (Centro Internazionale di Cooperazione Culturale) prende l’impegno di avviare, a livello locale, nazionale ed internazionale, una “riflessione partecipata” per costruire un percorso che coinvolga tutte le realtà interessate verso un obiettivo condiviso: l’acqua deve essere un diritto, un bene comune distribuito alla collettività con efficienza ed ad un prezzo sostenibile.
Le conclusioni di questo lavoro di riflessione saranno portate dal CICC (Centro Internazionale di Cooperazione Culturale) al prossimo Forum Mondiale dell’acqua del marzo 2012.

Antonio Bruno dottore agronomo

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