Archivio della categoria: Auto e motori

L’innovazione a favore dell’ambiente: i veicoli elettrici

La sempre più frequente sensibilizzazione verso la sostenibilità ambientale e la necessità di ridurre sempre le spese di trasporto privato hanno reso possibile l’immissione sul mercato di veicoli elettrici e, in alternativa, veicoli ibridi, che uniscono due combinazioni di funzionamento simultanee, quella elettrica e quella tradizionale termica. I veicoli elettrici rappresentano oggi una importante realtà in crescita, che sta diffondendosi sul territorio in modo relativamente veloce, grazie al riscontro dei grandi vantaggi di utilizzo e dell’interesse che le politiche locali mostrano nei confronti della diffusione delle stazioni di ricarica per i veicoli elettrici e della possibilità di garantire vantaggi fiscali per determinati modelli presenti sul mercato. Tuttavia, nonostante ciò, non sono poche le città italiane che faticano a garantire agli utenti i servizi base per viaggiare con un mezzo elettrico per tratte superiori ai 100-130 km, a causa della mancanza di attivazione sul territorio di colonnine ricarica veicoli elettrici. E’ importante, prima di procedere all’acquisto di un veicolo elettrico, tenere conto degli spostamenti massimi che intendiamo fare e dei servizi che sono presenti sul territorio, in modo da poter usufruire del nostro mezzo e di tutti i vantaggi che ne derivano.

 

Vantaggi

 

I vantaggi dei veicoli elettrici sono molteplici e indirizzano la strada giusta da percorrere verso il futuro.

Innanzitutto, un veicolo elettrico utilizza solo energia elettrica, producibile da fonti rinnovabili, a discapito dei combustibili derivanti dal petrolio, che vengono totalmente eliminati, garantendo una riduzione dell’inquinamento e dei gas serra durante la circolazione e, dunque, volgendo verso la sostenibilità ambientale.
La diffusione dei veicoli elettrici ha mobilitato gli investimenti delle aziende nella realizzazione delle colonnine di ricarica delle batterie per i veicolo elettrici che, in molte città, sono presenti in maniera significativa. Le batterie, nel tempo e in alcuni casi specifici, sono diventate sempre più efficienti, acquisendo un’autonomia maggiore ed un peso ridotto, oltre che una velocità di ricarica ulteriore che permette la riduzione dei costi di ricarica.
Il principio di funzionamento del motore elettrico, rispetto a quello termico, è molto più efficiente a livello energetico, in quanto permette di consumare meno energia per la stessa percorrenza. Ciò è deducibile anche intuitivamente, considerando che un motore elettrico ha un numero ridotto di componenti che possano dissipare energia. Inoltre, la manutenzione dei motori elettrici è molto più economica e abbatte i costi, rispetto a quelli per i motori termici.

Svantaggi e previsioni future

Lo sviluppo dei veicoli elettrici è attualmente in corso e le incessanti ricerche porteranno alla realizzazione di mezzi sempre più efficienti e autonomi. Fra gli svantaggi opponibili ai veicoli elettrici, esistono quelli legati ad una ancora non perfetta maturazione funzionale dei componenti, in primo luogo della batteria, che, nella maggior parte dei casi, consente ancora un’autonomia non elevata, rispetto a quella garantita dagli affermati motori termici.
Inoltre, i costi dei componenti sono ancora elevati, proprio per la difficoltà di rendere i veicoli elettrici mezzi di consumo su grande scala.
Lo svantaggio per molti utenti è quello di abitare in città in cui non viene erogato un sufficiente servizio di ricarica. La costruzione e il posizionamento strategico delle colonnine di ricarica per le batterie dovrà diventare parte integrante delle future infrastrutture urbane ed extraurbane, in modo da incentivare la diffusione sul territorio di veicoli elettrici. Tale trasformazione deve essere legata ad una volontà politica che intenda investire nel futuro e nella sostenibilità ambientale, permettendo agli utenti di usufruire di veicoli efficienti, sicuri e a favore dell’ambiente.

PFU, riciclo coi fiocchi!

Il trattamento degli Pneumatici Fuori Uso (PFU) rientra in linea generale nel più ampio discorso della raccolta differenziata che permette, cosa molto importante, di convertire alcuni rifiuti in nuove materie prime che daranno vita a nuovi prodotti.

E’ proprio in quest’ambito che consideriamo positiva la proposta fatta da un noto marchio di scarpe ed accessori ad un produttore di pneumatici per la trasformazione degli pneumatici ormai giunti a fine vita in suole di scarpe.

 

Timberland, le scarpe e gli pneumatici

Ebbene sì, si tratta di Timberland che ha annunciato una collaborazione con il produttore di pneumatici e distributore, Omni United, avente lo scopo di riportare i PFU “on the road” dalle auto ai piedi!

E, a dirla tutta, si tratterà di gomme auto appositamente progettate e prodotte, tenendo conto del successivo riutilizzo come suole da scarpe.

Timberland afferma che l’idea è stata concepita tre anni fa, quando alcuni produttori si sono riuniti per discutere la questione dell’uso della gomma vergine nei rispettivi settori.

Stewart Stewart Whitney, presidente di Timberland afferma:

 

<<La nostra partnership con Omni United segna un nuovo giorno per l’industria degli pneumatici e delle calzature. Un marchio dedicato all’outdoor lifestyle e un leader del settore automotive possono sembrare partner improbabili, ma i nostri valori comuni hanno dato vita a pneumatici che esprimono uno stile di vita, fornendo alte prestazioni e sicurezza quando calzate da un automobile, e dimostrando che la sostenibilità può essere molto di più di una teoria. E’ questo tipo di collaborazione tra settori apparentemente così distanti che sta alimentando un vero cambiamento e l’innovazione nel mercato.>>

 

E questo, secondo GS Sareen, presidente e CEO di Omni United, cambierà anche il modo dei consumatori di scegliere i propri pneumatici, contando sulla possibilità che le gomme auto che acquisteranno potranno, vivere una nuova vita ai loro piedi.

 

PFU: la catena del riciclo ad hoc

Come sappiamo, in Italia, gli Pneumatici Fuori Uso sono raccolti dai gommisti e da essi indirizzati al percorso di smaltimento e riciclo attraverso gli appositi consorzi. A sostegno di questi passaggi, il contributo versato all’atto dell’acquisto da chi compra gli pneumatici nuovi. Il contributo viene versato al rivenditore, sia esso uno shop online come gomme-auto.it o il canale più tradizionale.

Al fine di garantire la catena del riciclo nel caso dell’accordo Timberlan-Omni United, si è stabilito che gli Pneumatici Fuori Uso identificati con il nome di Timberland Tires verranno destinati direttamente agli impianti di riciclaggio nordamericani, così da poterli avviare alla trasformazione. Da qui, la decisione di Omni United di chiedere aiuto a Liberty Tire Recycling ed alla sua rete di raccolta e riciclaggio di pneumatici per separare le gomme Timberland dalle altre.

Negli impianti di riciclaggio le gomme Timberland verranno prima trasformate in polverino che, a sua volta, verrà unito ad un composto appositamente studiato dal produttore di accessori. Al termine, stivali, scarpe marchiati Timberland.

Dalle auto ai piedi, ma sempre “on the road”!

 

Questo è davvero un ottimo esempio di riutilizzo di una materia prima di cui c’è davvero abbondanza, data l’alta densità di auto che, soprattutto in Italia, batte ogni media europea.

Ma non è il solo. Gli Pneumatici Fuori Uso possono essere raccolti e convertiti in energia, in prodotti per l’edizia (pannelli fonoassorbenti, pavimentazione stradale, pavimentazione per playground), così come anche in singolari pezzi d’arredamento e gioielli ecologicamente divertenti.

 

La conclusione? Raccogliete gente, raccogliete. Ma non abbandonate, non solo perché dei PFU sappiamo cosa fare, ma soprattutto perché sono composti di materiale altamente inquinante se disperso nell’ambiente.

L’inquinamento da pneumatici e la svolta ecologica

 

L’inquinamento da pneumatici rappresenta oggi una seria minaccia per l’ambiente, ma l’utilizzo di pneumatici ecologici può contribuire a ridurre i rischi per la salute.
Pneumatici e inquinamento
Durante l’utilizzo, gli pneumatici rilasciano nell’atmosfera sostanze tossiche e cancerogene come idrocarburi e policiclici aromatici, sotto forma di vapori. Sostanze inquinanti che, in alcuni modelli, raggiungono dei quantitativi davvero eccessivi, rappresentando un concreto rischio per la salute della persona e dell’ambiente.
A questo, aggiungiamoci che dismettere un pneumatico incide notevolmente sull’inquinamento, in quanto impiega circa 100 anni prima di decomporsi del tutto, abbiamo due dati non troppo eco-incoraggianti. Ma allora cosa si può fare? Purtroppo ancora non esiste uno pneumatico perfetto, ossia un modello in grado di garantire buone prestazioni su tutti i tipi di strade e in condizioni atmosferiche difficili, buona stabilità, poco rumoroso e con un rilascio di sostanze inquinanti molto basso.
Le case produttrici di pneumatici e gomme ci stanno però lavorando, raccogliendo la sfida ecologica e seguendo le direttive imposte dall’Unione Europea nel 2012 circa un profilo ecologico dello pneumatico, un’etichetta che ne decreta il grado di impatto ambientale su riporta diverse voci.
Sia marchi storici come Pirelli, Michelin e Peugeot sia piccoli produttori sono oggi in grado di mettere sul mercato pneumatici ecologici in grado di aiutare l’ecosistema.
Pneumatici ecologici
Ma allora come possono gli pneumatici diventare ecologici? Ci sono innanzitutto gli pneumatici rigenerati, detti anche ‘ricostruiti’.
Per almeno 3 volte, in effetti, uno pneumatico può essere rigenerato o ricostruito, sostituendone il battistrada, ovvero la parte che maggiormente si usura. Questi pneumatici vengono riportati in vita osservando il medesimo protocollo di uno pneumatico nuovo, dunque non sono usati.
Rigenerare uno pneumatico consente di risparmiare mediamente 20 litri di greggio (per costruirne uno ex novo, si utilizzano 25 litri, mentre per uno rigenerato solo 5). E costano anche la metà! Ma se non volete fermarvi a questo, forse sarete interessati agli pneumatici ecologici.
Quest’ultimi rappresentano l’ultima tendenza in fatto di motori e ecologismo. Ma come sono fatti e in che maniera riescono a contribuire all’ecologia?
Per ‘pneumatico ecologico’ si intende una tipologia di pneumatici caratterizzati dal considerevole utilizzo di bio-componenti alternative, come oli naturali e caucciù, a fronte del petrolio e della gomma industriale. Anche materiali quali il succo d’agrumi convincono sempre più le case produttrici, che fioriscono in tutte le parti del mondo come, ad esempio, la Thailandia, ricca di materie prime come appunto il caucciù.
In che modo varia l’impatto del pneumatico sull’ambiente? In maniera positiva! Infatti, l’utilizzo di materiali naturali consente una consistente diminuzione del peso, della resistenza al rotolamento e della rumorosità, oltre che delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera.
Ulteriori informazioni sui pneumatici ecologici potrete averli qui.