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Ambiente e internet marketing: il ruolo del web nella responsabilizzazione dell’utenza

Negli ultimi anni, sempre più individui attuano degli atteggiamenti sostenibili e sono interessati alla tutela dell’ambiente e del territorio che li circonda. Non è chiaro se questo atteggiamento collettivo e in continuo aumento sia dato da un trend del momento o dalla presa di coscienza di una reale necessità della nostra società. In ogni caso, il web ha ricoperto un ruolo rilevante nella diffusione dell’informazione green.
L’internet marketing ha incentivato la diffusione di buone pratiche e soprattutto delle informazioni riguardanti le tematiche ambientali, che in periodi passati venivano trattate dai mezzi di comunicazione tradizionali solamente in relazione ad eventi catastrofici e calamità naturali. Quindi il web è stato di notevole aiuto per entrare nel dettaglio di alcuni aspetti e diffondere maggiormente i messaggi sostenibili.
Quali sono gli elementi che hanno permesso al web di aiutare l’ambiente?

Viralità del mezzo

Mentre in passato le informazioni venivano veicolate dai mezzi di comunicazione di massa che dovevano fare una selezione delle informazioni di pubblico interesse, invece con il web, la mole di informazioni è aumentata considerevolmente. Nel giro di pochi anni, incentivati da unclima sostenibile e da finanziamenti pubblici mirati, numerose start up e green magazine hanno iniziato ha diffondere un tipo di informazione dedicata alla tutela del pianeta, alla corretta raccolta differenziata, alla diminuzione degli sprechi e alla promozione di un modo di vivere più attento alle esigenze della comunità e meno al puro profitto. Quindi un tema principalmente di nicchia e strettamente legato agli ambienti dell’associazionismo ha avuto modo di entrare nelle case di tutti e di riscuotere dei successi. Questo è dato in gran parte dalla viralità d el mezzo internet, dalla possibilità di far conoscere dei contenuti tramite vari tipi di piattaforme come i siti web, i social network, i quotidiani d’informazione on line, le app e tutte quelle forme di comunicazione che la rete internet ci permette di utilizzare per diffondere al meglio i nostri contenuti. I social network consentono di condividere dei messaggi e farli conoscere ad un vasto numero di persone. Il contenuto postato potrà raggiungere dei livelli di viralità impensabili in precedenza, questo ha permesso a dei temi meno conosciute di avere successo e diventare di dominio pubblico. Visto il notevole interesse, le tematiche ambientali hanno avuto spazio in alcune riviste e non solamente in occasione di eventi catastrofici.

Costi contenuti

L’informazione proposta nelle piattaforme del web è spesso gratuita e i costi per poter accedere sono molto contenuti. Grazie ad un computer, un tablet o uno smartphone e una connessione internet, è possibile accedere a un vasto numero di informazioni a costo zero. Quindi l’informazione green ha avuto possibilità di intercettare un target di possibili utenti che nel corso del tempo hanno sposato un determinato tipo di filosofia.

 

Sentirsi parte di una comunità

Il web ha potenziato la diffusione delle tematiche ambientali anche grazie al fatto che in queste piattaforme virtuali, gli utenti si sentono parte di una comunità. Il web permette lo scambio di opinioni virtuali e all’interno di alcune piattaforme è possibile commentare i testi e dialogare con persone che la pensano come noi su determinati argomenti. S’instaurano quindi relazioni, collaborazioni, si diffondo idee nuove e si influenzano degli individui ad attuare determinati tipi di comportamenti e scelte commerciali.

 

Sostenibilità e aziende

 

Gli utenti del web sono in grado di influenzare le scelte di acquisto per questo le azienda utilizzano l’internet marketing per comprendere le nuove tendenze e cercare di studiare delle nuove strategia di vendita. La diffusione degli stili di vita rispettosi dell’ambiente ha incentivato le aziende ad attuare delle strategia di marketing mirate ad intercettare quel tipo di clientela. Le imprese tendono a mostrare il loro lato sostenibile redigendo dei piani annuali in cui comunicano ai loro clienti come tengano conto dell’ambiente, dell’efficienza energetica e come siano interessati anche all’aspetto sociale e ambientale del loro business. La diffusione dell’ecologia ha in un certo qual modo sensibilizzato anche le aziende.
Il web ha incentivato la diffusione delle tematiche ambientali, creando anche delle vere e proprie tendenze green. Le azienda a loro volta hanno analizzato il fenomeno e creato delle azioni di marketing utili per intercettare questo target emergente.
Bisogna ancora comprendere se questo fenomeno sia una moda del momento oppure una reale esigenza, in ogni caso sembra che l’utente sia diventato più responsabile nelle sue scelte di acquisto e chieda alle aziende di essere più sostenibili e rispettose dell’ambiente.

 

Nuova ecologia

La Nuova Ecologia di Marzo
Speciale elezioni regionali 2010: aspiranti governatori a confronto
su nucleare, consumo di suolo e mobilità

Inchiesta sulle filiere indigeste: viaggio nell’italian sounding
Fra i prodotti tipici preparati con ingredienti d’importazione

Dossier : donne e ambientalismo, oltre le quote rosa

C’è chi lo boccia, chi lo sostiene e chi lo vorrebbe nella regione accanto. La Nuova Ecologia di marzo ha raccolto il pensiero degli aspiranti governatori in lista alle prossime elezioni regionali sul ritorno del nucleare in Italia. La maggior parte di loro ha dichiarato in campagna elettorale la propria contrarietà ad ospitare una centrale atomica nella propria regione. Alcuni però, sia di destra che di sinistra, in linea di principio non si sono dichiarati ostili. Accettano perciò l’idea che i reattori, voluti dal governo, si possano costruire da qualche parte, in Italia, purché non debbano rispondere ai propri elettori. Ma quello di fine marzo sarà un voto importante anche sotto altri aspetti. Nell’inchiesta di Nuova Ecologia infatti i futuri governatori rispondono su mobilità sostenibile, consumo di suolo, sostegno alle rinnovabili. Per aiutare i lettori a scegliere sulla base delle politiche ambientali chi dovrà governare dal mese prossimo i territori.


L’inchiesta di questo mese è dedicata invece alla filiera dei prodotti alimentari italiani: davvero tutti quelli realizzati in Italia contengono materie prime provenienti dal territorio nazionale? Molti infatti, racconta il mensile di Legambiente, contengono derrate importate o con un mix d’ingredienti italiani e d’importazione che finiscono dentro prodotti riconosciuti come made in Italy. La beffa sta nel fatto che non è un illecito o una frode, tranne nei casi in cui queste materie prime sono utilizzate nelle produzione Dop e Igp. Si tratta di un problema che interessa soprattutto prodotti trasformati la cui identità italiana ha una particolare valenza sul piano commerciale, senza considerare che spesso è proprio il consumatore ad essere ignaro della situazione perché le miscele non vengono indicate sul marchio di produzione.

E ancora: un dossier intitolato “Il filo d’Arianna” sul rapporto fra donne ed ecologia che riporta parte degli interventi di un’assemblea che si tenuta alcune settimane fa in Legambiente, un servizio su come organizzare un matrimonio “verde” in piena regola, un’incursione nella mostra Green Life che presenta in queste settimane a Milano il meglio dell’architettura sostenibile. Infine, una carrellata con le dieci imprese più innovative del Sud, dalle quali può arrivare una risposta sul piano della green economy per il rilancio del nostro meridione.

La Nuova Ecologia può essere acquistata nelle librerie Feltrinelli e on-line nell’edicola virtuale (www.lanuovaecologia.it ) al costo di 5 euro (spese di spedizione comprese). Viene inoltre distribuita in abbonamento postale ai soci di Legambiente e agli abbonati (abbonamenti@lanuovaecologia.it , 0686203691).