Archivio della categoria: ecologia

Spesa sostenibile nei mercati a km zero in Italia

Sempre più italiani negli ultimi anni hanno preso l’abitudine di acquistare e consumare prodotti a km zero nel segno della genuinità e della sostenibilità.

Frutta, verdura, carne, pesce, formaggi, fanno bella mostra di se nei mercatini a filiera corta.

Si tratta di prodotti di cui è possibile rintracciare la zona di origine ma, soprattutto, hanno compiuto un percorso decisamente breve per passare dal produttore allo spazio in cui vengono collocati per la vendita finale al consumatore.

Parliamo dei mercatini a km zero, la massima espressione del consumo etico.

Spesso sono mercatini di piccoli agricoltori, che si organizzano per trasferire il raccolto a due passi dalla zona di produzione. Si tratta quasi esclusivamente di prodotti sicuri, biologici e di alta qualità.

La novità degli ultimi anni è rappresentata dal fatto che non vengono collocati sono nei piccoli centri di provincia ma sono arrivati anche nelle grandi città, presenti in zone e giornate prestabilite.

Nei mercatini si collocano essenzialmente prodotti di stagione. Verdure, conserve, salumi, formaggi, pollame, olio, uova, vini, ma anche tutta una serie di farine bio.

Se i frutti della terra vengono coltivati secondo i dettami dell’agricoltura bio, i prodotti di origine animale arrivano direttamente da bestiole allevate a terra, che razzolano libere nei campi.

Acquistando nei farmers market si può anche risparmiare sui prezzi.

A comperare nei mercati a km zero non sono soltanto semplici cittadini ma fra i clienti ci sono sempre più ristoratori, che hanno sposato la filosofia del chilometro zero nei loro locali.

I mercati a km zero si sono sviluppati maggiormente al nord, forse perché è più forte la sensibilità alla lotta all’inquinamento anche se, in realtà, il primo farmer market è nato a Taranto nel 2005.

Con l’andare degli anni i mercatini si sono sviluppati un po’ su tutto il territorio italiano dal Trentino al Piemonte, dalla Liguria al Lazio toccando anche tutte le grandi città come Milano, Roma, Torino, Firenze.

Il fenomeno dei mercati a km zero è nato in America, sulla Costa Occidentale negli anni novanta. Ora i farmers market negli Usa sono oltre 10 mila, soltanto a Manhattan se ne contano più di 70.

Se a Milano il più rappresentativo è quello di via Ripamonti, aperto ogni mercoledì e sabato dalle 9.00 alle 13.00 a Roma il più famoso è quello di via San Teodoro al Circo Massimo.

Indirizzi ed un mare di informazioni relativi ai mercati a km zero di Roma su Ecosost.

Sostenere l’ecologia significa anche mantenere pulite le strade in città

Chissà quante volte vi sarà capitato di uscire per strada e notare esterefatti quanta sporcizia ci sia in giro, soprattutto nei pressi di luoghi abitati, parchi giochi, dove giornalmente bimbi e famiglie vanno a passare qualche ora di puro svago e divertimento, così come anche nelle vicinanze di luoghi d’attrazione turistica. Insomma tutto ciò è inammissibile non trovate?

Per fortuna ci sono ditte serie anche in Italia, dedicate proprio alla pulizia di strade, che grazie ad un servizio capillare sul territorio e tutta una serie di macchinari e attrezzature specifiche, riescono sicuramente a migliorare la situazione in cui si trovano tantissimi centri abitati.

Trovare una ditta seria e professionale non è difficile, basta sapere a chi rivolgersi e valutare bene ogni proposta; se stiamo cercando una ditta affidabile come questa impresa di pulizie strade le valutazioni da fare sono molto più semplici: quello che colpisce subito è la professionalità con la quale ogni lavoro commissionato viene svolto. La pulizia delle strade è molto importante per l’ambiente e bisogna impegnarsi per tenerle sempre lustrate, perchè sarà proprio grazie a persone che quotidianamente si impegnano per tenere più pulito il mondo, che molti cittadini potranno tornare a sorridere ed essere fieri del proprio paese. Ci sono aziende che hanno proprio tale obiettivo e si impegnano per raggiungerlo; in effetti, quando ci si trova di fronte ad una strada pulita l’effetto è completamente differente, sia per chi ci vive e sia per tanti turisti.

La pulizia rappresenta un chiaro ed evidente biglietto da visita per ogni città che si rispetti: in fin dei conti la nostra cara Italia a differenza di altre nazioni, riesce a conservare anni e anni di storia, con monumenti e posti tutti da scoprire, che giorno dopo giorno vengono presi d’assalto da tantissimi turisti curiosi.

Lo scopo è proprio quello di offrire a tutti un ambiente pulito, per non sfigurare agli occhi delle tantissime persone che vedono l’Italia come una nazione unica nel suo genere, ma anche per permettere ai tanti cittadini di vivere in una condizione giusta ed ottimale.

Suggerimenti, emergenza e nuovi movimenti in Galles contro il riscaldametno globale

Il Galles ha messo in preventivo 7 mosse per affrontare e confrontarsi contro l’inquinamento del mondo e il riscaldamento della terra. In particolare, la Commissione per il cambiamento climatico del Galles, ha praticamente definito i dettami e le linee guida del Paese per dare il proprio contributo alla salvaguardia della natura, dell’ambiente e del clima.

Il Galles ha infatti appena definito un nuovo piano di lotta alle emissioni: il progetto prevede un abbattimento annuo di almeno il 3% di tutti gli agenti inquinanti e provenienti da automobili e vetture, industrie e impianti di riscaldamento e per la refrigerazione degli ambienti. L’invito del governo gallese è stato deciso e perentorio: tutti i gallesi sono infatti invitati a collaborare per ridurre le emissioni nocive nell’ambiente, ciascuno nel suo piccolo, per apportare anche un minimo coadiuvo al raggiungimento dell’obiettivo finale.

Come? Per prima cosa inserendo in un “nuovo rapporto l’elenco delle sfide importanti per la nazione, da affrontare se si vogliono raggiungere gli ambiziosi obiettivi ambientali”. Questo rapporto delinea i punti ufficiali su cui si orienterà l’intervento di tutta la nazione. Questi sette punti saranno pertanto ufficializzati proprio in questi giorni: il rischio per il Galles, oltre che per tutto il resto del mondo, è notevole se si pensa che le previsioni vedrebbero un aumento delle temperature costante nei prossimi anni. In particolare, nel prossimo secolo, il riscaldamento globale porterebbe ad un aumento delle temperature tra i 5 e i 6 gradi. Temperature che comprometterebbero gran parte delle attività e dell’economia del Galles.

Come detto dal Presidente sui cambiamenti climatici, Petere Davies, “Tutti hanno bisogno di svolgere un ruolo in Galles nell’adattamento al cambiamento climatico. Il governo deve continuare a investire in opere di difesa, mentre la popolazione ha bisogno di cambiare stile di vita, e le organizzazioni devono sviluppare i loro propri piani di gestione basandosi sulla vulnerabilità”.

Nuovi nati: un albero per una nuova vita in Italia

Il 16 febbraio è entrata in vigore la normativa prevede di obbligare tutti quei comuni d’Italia aventi un numero maggiore di 15 mila abitanti a piantare un nuovo albero nell’area comunale di riferimento per ogni nuovo nato e per ogni nuova adozione ottenuta.

La legge, orientata all’aumento delle aree verdi nei comuni italiani urbanizzati prende spunto da una vecchia normativa di venti anni or sono: il periodo dell’urbanizzazione vive così una nuova vita al suo interno e si rinnova, dunque c’è necessità di salvaguardare gli spazi e le aree destinate al verde. che obbliga i Comuni italiani con più di 15 mila abitanti a piantare un albero per ogni neonato o bambino adottato. Si tratta di una revisione di una legge di oltre vent’anni fa a cui sono state apportate modifiche per assicurare il rispetto dell’obbligo.

La nuova/vecchia legge, si affianca alle necessità urbane, ossia combattere le polveri sottili, fornire aree rinfrescanti nel periodo estivo afoso, implementare la tutela di alberi monumentali, ridurre l’effetto “isola di calore estiva“. Questa legge che impone di piantare nuovi alberi per i nuovi bambini nati in ogni comune italiano, corrobora gli interventi attuati per diminuire l’impatto ambientale nelle città popolose, come già effettuato con gli incentivi per ristrutturare le case e per sostituire impianti a combustione tradizionale.

La legge entrata in vigore il 16 febbraio è dunque una rivisitazione di quella presente da più di 20 anni e denominata “legge Cossiga-Andreotti“, la n.113 del 29 gennaio 1992. Le differenze tra le due sono apportate per assicurasi il rispetto della normativa e definendola obbligatoria per comuni che abbiano almeno quindici mila abitanti registrati all’anagrafe.