Archivio della categoria: Inquinamento

Rimozione e bonifica amianto a Roma: perchè è opportuno farlo

L’amianto in passato, grazie alle sue molteplici proprietà, è stato largamente utilizzato per produrre un gran numero di oggetti. Dopo diverso tempo però si scoprì che questo materiale poteva provocare gravi malattie se le sue fibre venivano inalate. Le fibre di amianto infatti hanno la particolare tendenza a sfaldarsi longitudinalmente inoltre possono essere molto più sottili addirittura di un capello umano. Queste fibre di amianto quando vengono inalate penetrano in profondità e riescono a raggiungere gli alveoli polmonari in modo molto profondo.

Queste fibre di amianto che vengono inalate possono rimanere nei polmoni anche per decine di anni arrivando così in profondità da raggiungere anche il peritoneo e la pleura. Proprio per questo motivo l’amianto può provocare l’insorgere di una malattia chiamata asbestosi, quest’ultima è una patologia che colpisce i polmoni e che può portare addirittura ad un’insufficienza respiratoria.

Inoltre l’amianto può provocare anche numerose forme di tumori tra cui i più gravi sono il mesotelioma e il cancro ai polmoni. Proprio per questo la presenza nell’ambiente di prodotti contenenti amianto in matrice friabile è estremamente pericoloso questo perché basta anche una minima sollecitazione per provocare il rilascio di fibre e la loro dispersione con tutte le gravi conseguenze che ne derivano per la salute delle persone che si trovano in quel luogo.

Soprattutto per i prodotti con amianto a matrice compatta l’utilizzo di attrezzi meccanici, come ad esempio trapani, martelli e frese, può provocare la dispersione di fibre. Proprio per questo motivo i lavori che comportano un alto rilascio di fibre tossiche e le fasi di smaltimento e bonifica amianto a Roma devono essere affidate a ditte specializzate.

Volkswagen: motori sempre più ecologici e rispettosi dell’ambiente

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La sostenibilità è uno degli obiettivi aziendali di Volkswagen ed è molto più di un semplice e nobile intento. Meno parole e più fatti. Ogni giorno! Questo è ciò che Vollkswagen chiama “Think Blue.”.

Riportiamo i concetti espressi in prima persona dai dirigenti della Casa automobilistica:
Il bello di “Think Blue.” è che puoi esserne protagonista anche tu. Noi vogliamo fare la nostra parte e tu puoi darci una mano ad essere più responsabili sulla strada e più consapevoli delle nostre azioni a livello ambientale. Non solo in auto.
Costruire vetture a basse emissioni è solo l’inizio. Ottenere il massimo dal loro potenziale di efficienza e ridurre ulteriormente i consumi di carburante sono le prossime sfide che affronteremo insieme.
Ecco il nostro obiettivo. Dimostrarti semplicemente che basta poco per fare qualcosa di buono e aiutarti a risparmiare carburante.

Se oggi consumi meno, domani avremo tutti di più: questo vuol dire risparmiare denaro, fare qualcosa per l’ambiente e per noi di Volkswagen avere un incentivo sempre maggiore a costruire auto sempre più efficienti.
Oggi esistono molti modi di guidare risparmiando carburante. È importante sapere come si ottengono i dati relativi ai consumi di carburante forniti dai costruttori. I dati si basano sul New European Driving Cycle (NEDC), un metodo ufficiale per il calcolo dei consumi di carburante. Il ciclo NEDC comprende tre dati relativi ai consumi: ciclo urbano, extra-
urbano e combinato.

Questi dati vengono utilizzati per confrontare i consumi dei diversi
veicoli. Inoltre è bene sapere che i consumi di ogni veicolo dipendono da come lo si guida e quindi diventa più facile risparmiare carburante.
La tecnologia moderna è soltanto uno dei due elementi che favoriscono la guida ecosostenibile. Alla base di tutto c’è lo stile di guida di ognuno di noi. In questa brochure ti forniremo nove semplici consigli per migliorare il tuo stile di guida e rendere più efficienti le tecnologie della tua auto.

IL TEST DELLA REDAZIONE

Un paio di settimane fa la redazione di Magazine Blog Network che gestisce tutti i blog del nostro gruppo è stata invitata alla tappa di Roma (il test si è svolto ad Ostia) del Blue On Tour organizzato da Volkswagen.

CoffeeGrinder si è occupata direttamente delle pubblihe relazioni e dei contatti con il mondo blogger e community, nonchè della loro giornata all’evento. Organizzazione davvero impeccabile.

Inoltre i tecnici Volkswagen presenti all’evento erano:

Filippo Maistrello, esperto formatore Volkswagen
Massimo Pellegrini, responsabile tecnico di zona Volkswagen

Entrambi veramente molto in gamba e disponibili.

Erano inoltre presenti 8 driver esperti facenti parte di Guida Sicura Volkswagen, presenti in tutte le 8 tappe del Blue On Tour. Vi consigliamo vivamente un corso con loro. Sono dei ragazzi davvero preparati, sarà un’esperienza che vi servirà molto nella pratica. Siamo rimasti veramente stupiti, facendo i test, di come, con piccoli e semplici accorgimenti, si possano abbassare i consumi in modo considerevole.

Quello che comunque ci ha impressionato maggiormente è il coraggio di
Volkswagen di distinguersi nettamente nell’immagine dell’uso dell’auto. Un uso più ecologico, rispettoso dell’ambiente, con delle soluzioni tecniche davvero innovative.

L’obiettivo dell’evento Blue on Tour è stato quello di generare interesse verso le tecnologie BlueMotion Technologies, creando consapevolezza del proprio stile di guida, per migliorarlo sempre di più senza dover rinunciare al divertimento.

Il road show si è svolto in otto diverse location in tutta Italia da fine aprile a fine giugno. Grazie ai piloti della Scuola di Guida Sicura Volkswagen sè stato possibile effettuare dei test drive a bordo dei modelli della gamma BlueMotion Technologies.

I partecipanti hanno avuto la possibilità di ricevere tanti consigli e suggerimenti per risparmiare carburante con qualsiasi modello d’auto e rispettare l’ambiente.

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Sforamento PM10

PROVINCIA DI FIRENZE E COMUNI LIMITROFI INVITANO I CITTADINI A LIMITARE L’USO DI MEZZI PRIVATI.
Primo provvedimento coordinato da Palazzo Medici. Se i livelli di PM10 rimarranno alti, scatteranno restrizioni alla circolazione nei vari comuni

In seguito alla comunicazione da parte di Arpat del superamento della soglia dei valori del PM10 in una delle cinque centraline della rete regionale, ed in considerazione del fatto che dal 15 aprile è venuta meno la ragion d’essere della parte cogente del primo modulo di interventi – relativa alla restrizione dell’utilizzo degli impianti di riscaldamento – gli otto Comuni facenti parte dell’Area Omogenea, con il coordinamento della Provincia di Firenze, rivolgono un invito alla cittadinanza di Firenze, Scandicci, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Calenzano, Bagno a Ripoli, Lastra a Signa e Signa a limitare l’utilizzo dei mezzi privati ed all’utilizzo del mezzo pubblico.
Qualora i superamenti dei limiti del PM10 dovessero perdurare ciascun Comune procederà nella giornata di venerdì, come da accordi, all’adozione dell’ordinanza contenente il secondo modulo di interventi, consistente in limitazioni di accesso, per le giornate di sabato e domenica, per i veicoli più inquinanti in alcune definite zone urbane dei vari Comuni. Le restrizioni riguarderanno ciclomotori e motocicli a due tempi, autovetture a benzina euro1, autovetture, diesel euro2 ed euro3, veicoli per trasporto merci diesel euro1 e interesseranno le fasce orarie 8.30-12.30 e 14.30-18.30.

Inquinamento fiume

Emergenza inquinamento fiume Lambro – Po
Legambiente: “Inutile annunciare pene esemplari per i responsabili.
In Italia i delitti ambientali sono esclusi dal Codice Penale”

“I responsabili del disastro che ha colpito il Lambro e che sta minacciando l’ecosistema del Po, oltre alle attività economiche locali e la sicurezza dei cittadini, meriterebbero pene esemplari. Peccato che, ad oggi, nel Codice Penale non compaiano i delitti contro l’ambiente. Chi si rende responsabile di danni enormi e difficilmente recuperabili a scapito della flora e della fauna nonché dell’ecosistema complessivo, al massimo rischia un’ammenda”.

Questo l’allarme lanciato da Legambiente che torna a chiedere con forza di introdurre i reati contro l’ambiente nel Codice Penale.

“I responsabili del dolo – ha dichiarato il vicepresidente dell’associazione Sebastiano Venneri – potranno verosimilmente essere condannati con pene sostanziali per aver messo in pericolo la sicurezza dei cittadini e per aver bloccato le attività produttive che insistono sui tratti inquinati, ma se nessuna di queste aggravanti verrà riconosciuta, potrebbero cavarsela con un nonnulla. Con una pena pecuniaria irrisoria che nulla ha a che vedere con l’entità del danno ambientale provocato”.