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26 milioni di Euro di Tares: il bilancio del Comune di Pescara

26 milioni e 170000 Euro: questo il calcolo della Tares per il Comune di Pescara. Gli assessori si giustificano mettendo sotto accusa il Governo precedente, che ha inserito questa voce nei bilanci anche per pagare tutti i servizi di pubblica utilità, oltre che lo stretto smaltimento dei rifiuti.

La manutenzione stradale e l’anagrafe sono solo due indici di spesa che fanno riferimento alla Tares. Le tariffe sono ancora in fase di elaborazione da parte del Comune: da un lato la tassa sarebbe troppo onerosa da parte dei cittadini, dall’altro si rischia la tenuta dei bilanci comunali.

Ad aggravare la situazione un altro episodio di spreco pubblico: tra le tante voci della Tares spicca l’argine artificiale creato in caso di nubifragio, spazzato via alla prima tempesta.

Chi sono le vittime del nuovo calcolo della Tares? Le famiglie e le piccole imprese artigiane, su cui gravano più di26 milioni di Euro. La tassa dovrà essere pagata entro il 16 Dicembre 2013, quasi ad augurare il “Buon Natale” ai cittadini di Pescara.

Una soluzione che si sta valutando in queste ore in consiglio comunale è di effettuare il calcolo della Taresin questo modo: la tassa avrebbe sia un costo fisso (inferiore alla vecchia Tarsu) sia un costo variabile da zona a zona per lo smaltimento dei rifiuti.

Il fisso coprirebbe le voci di spesa non direttamente collegate alla spazzatura, mentre il variabile interesserebbe lo smaltimento dei rifiuti. Ovviamente i due costi rientrerebbero in un unico bollettino da pagare, recapitato come di consueto via posta.

Quanto pagheranno le famiglie di Pescara questo calcolo della Tares? Più aumentano i metri quadri e i componenti della famiglia, più si dovrebbe pagare al netto delle detrazioni: una famiglia media di quattro persone dovrebbe pagare 160,09 Euro come costo fisso più 1,09 Europer ogni metro quadrato dell’abitazione.

Un bel salasso, che si aggiunge al punto interrogativo sulla seconda rata dell’IMU. La Tares non sarà applicata ancora a lungo, visto il decreto in via di approvazione dal Governo Letta (che dovrebbe accorpare IMU e Tares, riformulate, in un’unica tassa destinata ai Comuni per svolgere le normali attività amministrative).