Orca assassina

Addestratrice di orche uccisa da orca assassina

Una addestratrice di orche al parco di divertimenti Seaworld in Florida è stata trascinata nella vasca degli animali e uccisa. Secondo testimoni è successo durante uno show intitolato ‘Cena con l’Orcà.
Il parco è stato chiuso. Lo show si svolge in uno stadio davanti a fino 5.000 persone. (Ansa)

L’ orca assassina e il business dei parchi-prigione
25/02/2010
[di L.Colò] Cercando di capire di più sull’uccisione di un’addestratrice del Sea World di Orlando (Florida), a parte della recidiva orca assassina, ingabbiata lì dal 1992, sono arrivata alle pagine del quotidiano locale Orlando Sentinel sul quale, come sui giornali italiani, ho potuto leggere solamente la cronaca di quanto è successo e dei precedenti. Nessun cenno alla condizione di prigionia dell’animale, nessuna riga sull’addestramento forzato al quale sono sottoposti gli animali.

Quello che però ho notato è che l’articolo del quotidiano americano era inserito nelle sezione “turismo” e “business”. Sul secondo termine non ho dubbi, questi circhi d’acqua esistono perché sono un business. No, è il primo che mi ha fatto riflettere: davvero la Florida ha bisogno di una struttura del genere, qualsiasi zona del mondo, Italia compresa, per attrarre turismo? No, non è così. E la spiegazione è tutta nell’altra definizione della sezione del giornale. Business.

Così per evitare tragedie come quella di ieri a Orlando c’è un solo modo – a parte quello di ottenere una legge di divieto di esibizione degli animali – quello che abbiamo tutti noi in tasca, nel portafoglio. Non finanziare questi ergastoli, non far staccare biglietti.

Seaworld, nonostante il lutto umano, rimane aperto, come sottolinea la PeTA americana. Ora tutti sono lì a prendersela con l’”orca assassina”. The show (and the business) must go on, devono continuare.

Licia Colò [da AnimalieAnimali.it]


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