Un po’ di storia sui veicoli a energia solare

Benché i veicoli a energia solare non rappresentino certo un leit motiv sulle strade italiane, la loro storia è più lunga di quel che si possa pensare: sono stati numerosi, infatti, i modelli che si sono alternati nel corso degli ultimi anni, con esiti – a dire la verità – spesso non indimenticabili. Basti pensare, per esempio, ad Astrolab, una vettura a energia solare che è stata costruita in Francia e che è stata fatta conoscere nel 2007 in occasione della Next Fest organizzata da Wired: si trattava di un veicolo capace di assorbire l’energia direttamente da quasi 4 metri di pannelli solari esposti lungo tutta la superficie, per un propulsore che riusciva a produrre una potenza di 16 kw, con un’alimentazione di 600 watt; la carica derivava da ben sette batterie al litio che permettevano di immagazzinare energia elettrica se Astrolab veniva collegata in rete.

Sono passati meno di dieci anni, eppure sembra che sia trascorsa un’era geologica, soprattutto se si pensa che quel prototipo poteva coprire meno di 20 chilometri al giorno e non superava i 120 chilometri di velocità di punta. L’evoluzione tecnologica e l’innovazione delle numerose aziende del settore, come si può leggere su Wolmann.com, hanno – però – favorito un netto miglioramento della situazione. E così nel 2013 in Italia è nata Emilia 3, una monoposto che è stata studiata e progettata dal Cnr allo scopo di farla gareggiare al World Solar Challenge, una competizione che – come si può dedurre dal nome – è riservata esclusivamente ai veicoli a energia solare.

Emilia 3 era dotata di quasi 400 pannelli solari – per la precisione, 391 – che in pratica costituivano e sostituivano la sua intera carrozzeria, per un peso molto limitato di appena 180 chili: praticamente una piuma, soprattutto se si considera che si trattava di un modello che arrivava a una lunghezza di 4 metri e mezzo e a un’altezza di 1 metro e mezzo. Il prototipo è stato portato a termine da Onda Solare, uno staff composto da ricercatori, studenti, docenti e tecnici dell’Università di Bologna, con la collaborazione di varie aziende del territorio, che hanno messo a disposizione componenti tecnologiche e materiali.

Quella dei veicoli a energia solare, quindi, è una sfida tecnologica e meccanica che dura ormai da anni: e che non coinvolge solo il mondo della ricerca, ma anche i grossi costruttori, come dimostrato dalla Ford C-Max Solar Energi, presentata un paio di anni fa in occasione del Ces di Las Vegas del 2014: si trattava della prima auto del marchio americano capace di sfruttare il calore immagazzinato sul tetto, e garantiva circa 30 chilometri di autonomia. Come dimostrano questi numeri, la strada da percorrere è ancora lunga, ma non è da escludere un futuro in cui per le strade circoleranno tante macchine “solari”. E magari senza il conducente.

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